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Vi presento la F.I.A.T. barchetta



Questo articolo ha lo scopo di presentarvi un auto eccezionale per le emozioni che sa regalare che ha ispirato anche la creazione del www.barchettaforum.com  che alimenta i sogni di tutti coloro che ne fanno parte. Una descrizione come la F.I.A.T la faceva all’inizio della sua commercializzazione, quando puntava al prodotto barchetta senza snobbarlo come ha fatto negli ultimi anni di produzione. Infatti sono molti gli sguardi che la barchetta riesce ad attirare verso di se, sia perché prende spunto da auto mitiche come la Ferrari 166 MM, sia perché molti non sanno nemmeno di che auto si tratti. Persino la fine della sua produzione (marzo 2005) è passata in sordina.

Le prossime righe che vi presterete a leggere sono frutto di articoli e descrizioni, che nei vari anni ho letto per amore della piccola barchetta...



Gli inglesi amano ripetere che viaggiando su una spider scoperta ad oltre 150 km/h, anche se piove non ci si bagna. Certo che si tratta di una battuta in perfetto stile anglosassone, ma chi ha girato sulle strade d’Oltremanica sa bene che sovente i grandi appassionati della guida a cielo aperto tengono la capote abbassata anche nei mesi invernali. Il messaggio è chiaro, la spider non è una automobile come le altre; è una passione. E le passioni che si rispettino non conoscono i capricci del tempo e delle stagioni.
Bella, giovane, aggressiva. La F.I.A.T barchetta (che noi appassionati, scriviano in minuscolo, così com'è scritto sullo sportellino porta oggetti) , presentata al Salone di Ginevra del 1995 è attualmente l’ultima erede di una lunga tradizione di sportive scoperte della casa automobilistica di Torino. Queste le sue carte vincenti: motore 1.8 16v (130CV, 200 Km/h) e tanta voglia di divertire.

L’indimenticabile 124 Spider Pininfarina, che riscosse uno straordinario successo anche negli Stati Uniti, uscì di produzione circa 25 anni fà. La F.I.A.T. barchetta ha segnato il ritorno della marca nell’anno 1995 in una nicchia di mercato nella quale ha sempre ricoperto un ruolo da protagonista. E non solo con la 124 Spider: pensiamo anche a vetture come la 1200 Granluce Trasformabile del ’59, la 1600 S del ’62 e la Dino Spider del ’66.
La barchetta ha quindi tutte le carte in regola per presentarsi come l’ultima erede di una lunga tradizione di sportive scoperte. Ad iniziare proprio dal nome, che si richiama, con il dovuto rispetto ma anche con un pizzico di ironia, alle mitiche “barchette” biposto da competizione degli anni 50, che correvano in gare leggendarie, quali la mille miglia e la 24 Ore di Le Mans.
La vettura venne progettata a partire dal telaio della F.I.A.T. Punto con passo accorciato ed equipaggiata di un motore da 1.747 c/c 16V erogante la potenza di 130 cv a 6300 giri/minuto, in comune all'altro modello sportivo di casa Fiat, la Coupé, e alla versione HGT della nuova Punto (prodotta dal 1999). Fra le sue caratteristiche costruttive principali, il variatore di fase (VFD) sull'albero a camme lato aspirazione che agisce sull'anticipo di apertura delle valvole e consente di realizzare il migliore compromesso fra potenza, coppia e emissioni. Ai bassi regimi viene anticipata la fasatura di aspirazione migliorando la coppia, mentre a quelli alti essa viene ritardata ottimizzando le prestazioni. Il risultato è una estrema elasticità del motore, che eroga il 90 % della coppia massima fra i 2000 e i 6000 giri/minuto. Tale propulsore le permette di spingersi a oltre 200 km/h (201 km/h, per l'esattezza) con uno scatto di 0-100 in poco meno di 9 secondi. La F.I.A.T. barchetta è stata esclusivamente equipaggiata con questo propulsore in tutto il periodo della sua produzione. Non esistono versioni con motorizzazioni differenti. Un grande divertimento di guida che si accompagna alle massime garanzie di sicurezza globale. Sono di serie la scocca rinforzata a deformabilità programmata, l’abitacolo a struttura rigida, l’air-bag lato guida e passegero, le cinture di sicurezza con pretensionatore, l’impianto anti incendio FPS (Fire Prevention System) con valvola antideflusso e interruttore inerziale e la chiave elettronica antifurto con blocco motore “F.I.A.T. Code”.

Uno stile inconfondibile

Inutile nasconderlo. Una sportiva deve essere prima di tutto bella. Se poi si tratta di una spider, la bellezza deve accompagnarsi alla personalità, al fascino e allo stile. La F.I.A.T. barchetta ha una linea dall’andamento flessuoso e al tempo stesso deciso: un corpo compatto monolitico, modellato con sapiente equilibrio da un gioco di superfici che si flettono dolcemente, senza spigoli e senza soluzioni di continuità, seguendo morbidamente le geometrie più complesse. Nello stile inconfondibili della barchetta si fondono le suggestioni del futuro e i ricordi appartenenti ad un passato mitico, legato alle mitiche “barchette” che hanno scritto la storia dell’automobile. Come detto in particolare la barchetta prende il suo spunto stilistico dalla Ferrari 166 MM del ’48 da cui ne prende anche il soprannome “barchetta” datogli dai giornalisti dell’epoca. Il disegno della barchetta è nato nel 1994 per opera di un designer greco, Andreas Zapatinas che ha fatto i suoi primi schizzi nel 1990 e che è rimasto a capo del progetto fino al 1993; dopo questo incarico. L'interno venne realizzato, partendo dai primi concept di Peter Davis e Giuseppe Bertolusso, da Alessandro Cavazza che sostituì poi Zapatinas come responsabile di stile del progetto e portò la macchina in produzione. Il codice di progetto è 183. I progetti per la barchetta erano due ed in competizione tra loro. Erano indicati con i nomi di due pizze: la Marinara dalla quale è uscita la forma definitiva della F.I.A.T. barchetta, e la Diavola, una rivisitazione del disegno di Chris Bangle per la Fiat Coupé.
Il profilo, caratterizzato dal passo corto e dal minimo sbalzo anteriore e posteriore, è slanciato da una nervatura che corre lungo tutta la fiancata, alleggerendola e sottolineando la propensione della vettura allo scatto. Il frontale , connotato da un larga presa d’aria centrale, presenta tre caratteristiche bombature. Nelle due più esterne, molto accentuate, sono collocati i fari carenati a filo della carrozzeria. La bombatura centrale, più morbida, segue la curva del cofano, “intagliato” nella lamiera senza giunzioni a vista; un risultato conseguito attraverso la brasatura, una tecnica di lavorazione con caratteristiche artigianali. Il paraurti avvolgente, con il lembo inferiore ad alettone, ospita una seconda presa d’aria e i proiettori antinebbia. Il volume posteriore, raccolto e muscoloso, conferma il carattere dominato di una sportiva sicura, “ancorata” con forza alla strada. Lo specchio di coda è fuso con raffinata eleganza fra la carrozzeria e l’avvolgente paraurti posteriore nel quale una profonda incisione ad alettone rovesciato riprende il motivo stilistico del frontale. I caratteristici gruppi ottici a rettangolo smussato valorizzano la vista d’insieme. Il baule, privo di giunzioni a vista, è stato realizzato con gli stessi procedimenti utilizzati per il cofano. I cerchi in lega ad 8 fori sono la chiave moderna delle ruote che montavano auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Non si può concludere la descrizione senza citare le maniglie a “bacchetta” che permettono di toccare con mano ogni volta che si accede alla vettura, il passato stilistico a cui si ispira questa fantastica spider.

L’abitacolo e il posto di guida

La F.I.A.T. barchetta ha un abitacolo elegante e confortevole, disegnato con originalità in assoluta coerenza stilistica con il corpo della vettura. Infatti, la lamiera della carrozzeria, riportata con eleganza all’interno, avvolge il guidatore e il passeggero in un rassicurante abbraccio di colore, esprimendo il carattere di una sportiva moderna, “aperta” all’emozione del viaggio e al contatto con l’ambiente naturale. Ma non solo. Gli interni in lamiera sotto la plancia e sui pannelli porta richiamano immediatamente alla memoria gli abitacoli delle “barchette” del passato.
Il posto di guida è studiato per consentire al guidatore il dialogo diretto con la vettura e con la strada senza per questo dovere rinunciare al confort di viaggio, come dimostrano i sedili anatomici, con rilevate fasce laterali e zona di seduta allungata, che offrono un contenimento ottimale anche alle velocità più elevate. La plancia, ricoperta in morbido schiumato nero, è in elegante contrasto con la sottostante fascia di protezione in lamiera colore vettura e crea un prezioso gioco cromatico con i pannelli-porta,dove il nero della zona centrale si alterna con gli inserti in lamiera colorata. Dalla parte del passeggero è inciso in sovrimpressione il logo “barchetta”. La strumentazione, protetta da un capolino antiriflesso, è di chiara impronta sportiva. Gli strumenti circolari, con il contagiri in posizione centrale come sulle “barchette” storiche, ospitano cifre nere su fondo bianco, per una perfetta lettura al primo colpo d’occhio anche in pieno sole. Il volante è a tre razze con impugnatura anatomica. La corta leva del cambio è posta sul mobiletto centrale. La console ospita l’autoradio di serie dal designo specifico, armoniosamente integrata dal design della plancia, e i comandi di climatizzazione con funzione di blocco dell’aria esterna e ricircolo. A richiesta è disponibile con il condizionatore d’aria. Nella zona sottostante i comandi della climatizzazione si trovano il display dell’orologio digitale e il posacenere.

La capote e l’hard top

La capote, di solito, è il punto debole delle spider. Delicata, pesante da manovrare, poco funzionale nei mesi invernali. Tutti problemi classici che F.I.A.T. ha studiato a fondo e, anche sulla base dell’esperienza in materia, ha evoluto. La capote della F.I.A.T. barchetta, in robusto PVC imperneabile, garantisce il massimo livello di isolamento dell’abitacolo, di durata nel tempo e di facilità di manovra. Infatti i leverismi sono costituiti da leve fucinate a caldo e lavorate meccanicamente: questo processo assicura elevata robustezza e stabilità in fase di chiusura e di apertura. Inoltre i perni di rotazione in acciaio inox e le boccole in materiale composito realizzano un sistema a basso attrito. Una soluzione, che abbinata a due molle di compensazione a gas, consente di aprire e chiudere la capote con il minimo sforzo (inferiore ai 10 kg). Per la massima funzionalità, il lunotto in metacrilato, è sostituibile in caso di usura. E non è tutto, perché un pratico ed elegante hard top, disponibile a richiesta, consente l’utilizzo quotidiano della Fiat barchetta anche durante i mesi invernali.

Il motore 1800 a 16 valvole

La F.I.A.T. barchetta adotta il motore 1800 a 16 valvole (130 CV/CEE a 6300 giri/minuto) della famiglia dei 4 cilindri Fiat, sviluppata in “simultaneus engineering” e nata dall’automazione più evoluta, estesa dalla fase di montaggio al processo finale del controllo di qualità. Fra le sue caratteristiche costruttive principali, il variatore di fase sull’albero a cammes che agisce sull’anticipo di apertura delle valvole e consente di realizzare il migliore compromesso fra potenza, coppia ed emissioni. Ai bassi regimi viene anticipata la fasatura di aspirazione migliorando la coppia, mentre a quelli bassi essa viene ritardata ottimizzando le prestazioni. Il risultato è una estrema elasticità del motore, che eroga il 90 percento della coppia massima fra i 2000 e i 6000 giri/minuto.

La meccanica

La F.I.A.T. barchetta è costruita su uno schema evoluto, all’insegna della massima guidabilità e sicurezza dinamica. L’impianto frenate a doppio circuito incrociato e doppio correttore di frenata, permette il controllo della vettura anche in caso di anomalia ad uno dei due rami. I freni sono a quattro dischi. Il servofreno a corsa ridotta rende più efficace la frenata nella guida sportiva.A richiesta è disponibile l’impianto ABS a quattro canali e a quattro sensori. Le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti. Quelle anteriori sono a Mc Pherson con bracci oscillanti in ghisa, boccole a rigidezza differenziata di collegamento fra bracci e scocca, per il massimo confort di viaggio, e barra stabilizzatrice collegata ai bracci per contrastare il rollio. Da notare che l’attacco superiore sdoppiato degli ammortizzatori ha permesso di conferire all’attacco elastico dello stelo dell’ammortizzatore una elevata rigidezza in senso assiale e radiale: una garanzia di precisione e di piacevolezza di guida anche su strade tortuose affrontate a velocità sostenuta. Le sospensioni posteriore adottano bracci tirati longitudinali in ghisa sferoidale, molle ad elica e ammortizzatori a gas con boccole vulcanizzate, barra stabilizzatrice antirollio fissata all’estremità dei bracci oscillanti e telai ad H rigido costituito da un elemento tubolare trasversale e da due longheroni longitudinali stampati in lamiera. Il fissaggio del gruppo alla scocca è ottenuto interponendo speciali elementi elastici smorzanti per isolare al meglio l’abitacolo dal fondo stradale. Il cambio (16-19 kgm) è caratterizzato da corse corte e grande precisione negli innesti: caratteristiche indispensabili per una vera sportiva. Lo sterzo, con idroguida di serie, è molto diretto nella guida veloce in particolare su tracciati misti veloci, dove risponde con immediatezza e precisione, mentre è leggero in città, dove si rileva un valido aiuto per destreggiarsi nel traffico e facilitare le manovre di parcheggio.

Il piacere di guida

La F.I.A.T. barchetta offre un piacere di guida straordinario. E non solo per il divertimento ineguagliabile del viaggio a cielo aperto, col vento nei capelli, ma per tutta una serie di interventi mirati, frutto di una serie di scelte progettuali specifiche, che consentono un “handling” e un’agilità eccezionali, sia nel traffico cittadino sia su strada aperta. Vediamone alcuni.
Il passo corto (2275 mm) come sulle “barchette” storiche. Il baricentro basso e le sospensioni oppurtunatamente tarate per la guida veloce. L’adozione del baricentro basso, unito alla taratura sportiva delle sospensioni, permette anche di ridurre l’angolo di rollio e quindi consente di avere un comportamento neutro in tutte le situazioni di guida, senza risentire delle asperità del fondo stradale ne delle accelerazioni longitudinali o laterali in curva. La ripartizione ottimale dei pesi fra l’assale anteriore e quello posteriore. Quattro giunti omocinetici (due sul cambio e due sulle ruote anteriori con l’interposizione di semialberi di uguale lunghezza) per la trasmissione del moto, in modo da azzerare gli effetti di “torque steering” tipici delle vetture sportive. L’elevata rigidezza torsionale, pari a 50 mila kgm/rad (la migliore della categoria) che , oltre a contribuire in misura determinante al confort di viaggio, concorre a mantenere coretti gli angoli delle sospensioni, per una tenuta di strada impeccabile. L’eccezionale rapporto peso-potenza.

Divertirsi in piena sicurezza

La F.I.A.T. barchetta è una sportiva moderna che nasce da un progetto finalizzato a rigorosi criteri di sicurezza globale. Ad iniziare dal posto di guida ergonomico che, grazie al volante regolabile in altezza, al sedile anatomico e ai comandi facilmente raggiungibili, accoglie senza problemi guidatori di qualsiasi taglia, consentendo sempre di affrontare la strada nelle migliori condizioni psicofisiche. La spider ha un comportamento dinamico impeccabile in ogni condizione di guida e di fondo stradale, in termini di tenuta, handling, manovrabilità e frenata. Un risultato che nasce dalle più evolute soluzioni meccaniche: motore brillante ed elastico; trazione anteriore; sospensioni a ruote indipendenti; idroguida; impianto frenante a doppio circuito incrociato e doppio correttore di frenata; disponibilità di ABS a quattro canali e quattro sensori. Naturalmente a queste caratteristiche, si accompagnano le dotazioni più moderne di sicurezza passiva. La scocca della Fiat barchetta, a deformabilità programmata, rinforzata contro gli urti frontali e dotata di barre anti intrusione laterali nelle portiere è stata messa a punto in oltre 40 crash-test fra i più selettivi in assoluto. Il parabrezza è rinforzato da una struttura tubolare ad elevata resistenza dello schiacciamento. L’abitacolo a struttura rigida, è una cellula di sopravvivenza indeformabile. Un risultato reso possibile anche da una serie di interventi specifici sul pianale. Due longheroni di ampia sezione rinforzati , due longherine sottopavimento e un doppio tunnel centrale racchiusi da una traversa sottoparabrezza che collega i montanti e da una traversa sottopiedi costituiscono una “gabbia di protezione” ad altissima resistenza. Sono inoltre di serie: air-bag lato guida; cinture di sicurezza con pretensionatore; sedili con traversa interna antiscivolamento (anti submarining); serrature delle portiere ad elevata resistenza; impianto anti incendio FPS con interruttore inerziale, blocco pompa e valvola antideflusso carburante e serbatoio carburante in materiale ad elevata resistenza collocato in vano protetto, Air-bag passeggero su richiesta, di serie su alcune versioni tra le quali la "Riviera".

Produzione di serie

Dal 1994 al 2002 la Fiat barchetta ha portato sugli sportelli il simbolo e la scritta Maggiora della Carrozzeria Maggiora che si occupava dell'assemblaggio presso l'ex-Stabilimento Lancia di Chivasso, mentre il telaio veniva costruito (stampato e saldato) presso la ILCAS di Sparone (To). Dopo il fallimento del carrozziere torinese nel 2002 la produzione venne sospesa fino al 2004 e ripresa dallo stabilimento di Mirafiori fino a giugno del 2005, con un leggero restyling agli interni ed ai paraurti.Nonostante la grande richiesta e l'ottimo mercato inglese, la barchetta è disponibile solo con guida a sinistra, poiché la F.I.A.T. ritenne troppo costoso e anti-estetico il portare l'intera struttura di guida a destra.

Furono prodotte 57.791 unità. La prime "barchetta" sono state prodotte nel settembre del 1994 (dal telaio 00000099 al 00000161) e la reale produzione in serie partì sul finire di marzo 1995,tuttavia, data la necessità di presentare la vettura al salone di Ginevra e al mercato estero,furono prodotti alcuni esemplari a gennaio (presentazione ufficiale alla stampa e al salone di Ginevra)e ad inizio marzo (presentazione al mercato estero). L'ultima "barchetta" uscì dalla linea di assemblaggio di Mirafiori nel giugno del 2005. le ultime 2000 unità (dal telaio 00055890 al telaio 00057890) erano appunto i modelli con il restyling: le MY2003. I telai venivano prodotti in ordine, ma poi venivano messi da parte per costruirgli sopra la carrozzeria in un secondo momento e venivano scelti al momento dell'assegnazione ad una concessionaria su ordine del cliente in modo casuale, quindi poi venivano assemblati sulle preferenze del cliente/concessionario. I primissimi esemplari sono,come riportato sopra, quelli che hanno n° di telaio da 00000099 a 00000161. Questi non sono mai stati venduti e quindi mai immatricolati, in quanto solo a scopo di prototipo (sperimentazione su strada,crash test vari). Inoltre hanno anche colori fuori della normale gamma che sono: il 125 (rosso pastello); il 210 (bianco pastello); il 322 (verde pastello); il 370 (verde metallizzato); il 483 (blu metallizzato); l'820 (nero metallizzato).Le "barchetta" regolarmente immatricolate per l'uso pubblico sono a partire dal telaio 00000162 e gli esemplari non sperimentali che hanno toccato la strada prima di tutti, sono quelli prodotti a gennaio e immatricolati a Torino dalla Fiat Auto Spa venerdì 03/02/1995 con targa da AB601XD ad AB650XD.

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